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27th Aprile
2012
written by patti

Parlo a nome di tutti coloro che, come me, si trovavano ieri all’uffcio anagrafe del Comune di Viterbo. Parlo a nome di tutti quelli che si sono recati li nei scorsi giorni e anche per quelli che hanno intenzione di andarci prossimamente. Parlo a nome dei dipendenti del Comune, per i quali il contatto con il pubblico diventa sempre più difficile. Ora vi spiego perché…Anagrafe del Comune di Viterbo di Via Garbini. Questo è il luogo incriminato. Sulla porta d’ingresso è affisso un foglio A4 dove sono riportati gli orari. L’ufficio è aperto tutte le mattine e due pomeriggi, il martedì e il giovedì dalle 15:00 alle 16:45. E fino a qui tutto bene. Nel piccolo corridoio che conduce ad una sorta d’improvvisata e rimediata sala d’attesa, si prende il numeretto per attendere il proprio turno. Ovviamente il display che dovrebbe segnalare il numero in progressione non funziona. Sulla porta dell’ufficio è affisso un altro foglio simile a quello della porta d’ingresso ma con una leggera correzione dell’orario: le 16:45 si sono trasformate in 16:15! La faccia sbigottita di chi prima legge un orario e poi entrando lo trova un altro è sempre la stessa. Così come è scontato il gesto che si fa: si esce per rileggere il primo foglio e si rientra per ricontrollare il secondo…quasi a domandarsi:”Avrò letto male”?! Poi, sistematicamente scatta la domanda ai presenti: “Scusate, l’ufficio chiude alle 16:45 o alle 16:15”? Infine c’è chi le idee le ha ancora più confuse, o meglio è convinto che l’ufficio chiuda alle 17:15 (orario riportato sul sito internet). E non vi dico la reazione di questi ultimi! Nonostante i mille orari di chiusura una cosa è certa: alle 16:15, l’impiegata dell’ufficio puntuale come un orologio svizzero toglie i biglietti. Il motivo lo spiega chiaramente un altro cartello affisso sulla porta: “ AVVISO. Si comunica che per esigenze operative dalle 16:15 a chiusura non potranno essere evase più di n. 5 pratiche”. I dubbi aumentano… e le domande pure: “ Se è appena uscito il numero 40, sono le ore 16,15, l’ufficio chiude alle 16:45 e se il massimo di pratiche che saranno effettuate sono 5 ed io sono il numero 50… praticamente sono spacciata! Rassicuranti le parole dell’impiegata:” Tutti quelli con il numero verranno comunque serviti”. Ah che sospiro di sollievo! A pensarci bene, per fare il rinnovo della carta didentità ci vogliono esattamente 2 minuti…a me, come a tante altre persone che erano presenti li, ieri, c’è costato un pomeriggio intero. Nel mio caso dalle 15,40 alle 18:00. Il colmo! C’è chi ha preso un permesso dal lavoro per non concludere niente. Peggio! Inutile descrivere la reazione. Solo l’impiegata, l’unica a gestire pratiche e soprattutto persone infuriatissime, ne sa qualche cosa. Devo ammettelo, queste due ore di attesa sono state tante e lunghe, però mi sono divertita! Si è creata una complicità con tutti i presenti. Abbiamo ironizzato sui diversi orari, commentato la situazione, addirittura tutti insieme come fossimo dei scolaretti abbiamo compilato il modulo di gradimento del servizio. Ah! Di certo parole amare…di certo suggerimenti mirati a cambiare decisamente in meglio il servizio. Effettivamente ho notato che aldilà dell’incongruenza dell’orario, all’entrata non c’è una bacheca con affisse tutte le informazioni. Queste se ci sono, si trovano in fogli sparsi, mezzi penzolanti affianco alla porta dell’ufficio. Inoltre, non c’è un bagno, ci sono quattro sedie e non più e tanta sporcizia a terra. Basterebbe un pò più di ordine, di organizzazione dell’ufficio, del personale per erogare un servizio più preciso e rapido senza creare insoddisfazioni e lamentele continue da parte dei cittadini.

19th Aprile
2012
written by patti

E’ proprio vero…”Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, non sa mai quello che trova”! Dico così perché spesso, tempo e voglia permettendo, mi faccio delle lunghe camminate e bene o male il percorso è sempre lo stesso: parto dalla quercia, passo dal quartiere Ellera e arrivo in centro. L’altro giorno invece ho deciso di modificare il mio giro e anziché percorrere per lungo e per largo il quartiere dell’Ellera, ho preso direttamente il raccordino che conduce in Via Genova. All’inizio sono stata un po’ titubante perché le macchine che lo percorrono sfrecciano ad una velocità non indifferente, però, ciò non mi ha fermata e allora mi son detta: “Voglio provare questa strada alternativa! Tanto, il marciapiede c’è, il guard rail fortunatamente pure e quindi cosa può fermarmi”? Apparentemente niente, ma, più andavo avanti e più la voglia di tornare indietro era tanta… Il perché ve lo spiego subito. Un marciapiede, se così lo si può chiamare, completamente abbandonato, divenuto punto di raccolta rifiuti degli automobilisti. C’è di tutto: vaschette del cibo, pacchetti di sigarette, lattine, cartacce di varia natura e dulcis in fundo…un water!!! Noooooooooo!!! È troppo!! A ciò si aggiungono le canne che si ergono dalla fitta vegetazione incolta adiacente a questa sottospecie di marciapiede, rami con le spine di non so quale pianta, che ricadono sul guard rail creando un percorso che definirei ad ostacoli. Troppa sporcizia! E poi con la possibilità di fare incontri spiacevoli, tipo vipere che potrebbero far capolino dal fosso. Che senso ha un marciapiede ridotto in queste condizioni? Non ne capisco l’utilità, anche perché chi, come me c’è passato una volta non ci passa più. Questo è l’ennesima conferma della nostra inciviltà, della nostra mancanza di rispetto per noi stessi in primis, per gli altri e cosa fondamentale per la natura. Mi ci metto anche io in questo discorso perché spesso come tutti sottovaluto gesti che invece sono irrispettosi. Di certo non ho mai buttato cose di questo genere dal finestrino, però il vedere luoghi ridotti in queste condizioni per la maleducazione degli uomini mi fanno riflettere e me ne dispiaccio. Dall’altro canto c’è sempre quella eccessiva ed abbandonata vegetazione di cui sopra parlavo, che potrebbe essere sistemata da chi di dovere per dare così un aspetto più curato e soprattutto più pulito. Oh, altro tasto dolente è il sottopassaggio…

Un mix di sterpaglie secche, e cartacce di vario genere che sembrano essere depositate li da secoli! Bene, oltrepassando questo, la situazione sembrerebbe quasi migliorare, nonostante la presenza ingente di un pezzo di verde abbandonato a se stesso…

Passato anche il secondo sottopassaggio, la situazione si complica, o meglio, quasi per magia, il marciapiede scompare per poi comparire qualche metro più giù (come testimonia la foto) in condizioni inagibili.

E poi di nuovo scompare il marciapiede costringendo i pedoni a camminare ai margini della linea di carreggiata…

ed avere, inoltre una visuale poco piacevole…

Ma se questo canale di scolo fosse in superficie chiuso per costruirci un bel marciapiede?! Che senso ha avere la sicurezza del marciapiede fino ad un certo tratto e poi non averlo più, lasciando i pedoni “in mezzo ad una strada”?!

 

 

11th Aprile
2012
written by patti

1

Sono giorni che sfoglio il giornale sperando di trovare qualcosa di cui “sparlare” e poi…ho pizzicato un articolo interessante e poi un altro ancora. Bene! I primi commenti a caldo intorno al tavolo della cucina, seguiti dalle classiche esclamazioni: “e perchè”?!- “No, non è giusto”! Ed infine eccomi qua, sempre con il solito viziaccio che non mi abbandona mai: dire e in questo caso scrivere quello che penso! La prima notizia che mi è balzata agli occhi è stata quella relativa alla chiusura dello storico teatro-cinema Trieste per il mancato rinnovo da parte della Curia del contratto d’affitto ai gestori. Non è giusto! Innanzitutto perchè per circa 20 anni il Trieste è stato luogo di attività culturali e cinematografiche che hanno coinvolto bambini ed adulti. In secondo luogo perchè una famiglia che per tutti questi anni si è occupata della gestione della struttura ora ha perso il lavoro, ha perso tutto. In ultimo perchè a Viterbo stanno scomparendo tutti i cinema. Lo so, ho sempre sostenuto che i cinema viterbesi sono antiquati, ma non sono mai stata dell’idea che chiuderli è la soluzione migliore, anzi. Eppure piano piano, così come è toccato al Metropolitan, è toccato al Trieste. Ora quale sarà il prossimo?

2

Si avvicina il I maggio e con esso la manifestazione folkloristica che accompagna la nostra città da anni: San Pellegrino in fiore. Come si avvicina anche, il timore che quest’anno tutto vada in fumo se la Regione non invia il contributo previsto per l’organizzazione: 60mila euro. 60 mila euro???!!! Con questa cifra si potrebbe iniziare intanto con il rivalorizzare adeguatamente la manifestazione che negli ultimi anni ha perso tono. Mi ricordo da bambina che i vicoli del quartiere storico erano pieni di piante e fiori, presenti anche sulle finestre, sugli archi. Più camminavo e più mi rendevo conto che non c’era uno spazio libero. Da alcuni anni a questa parte, invece, non è più così. Di fiori e piante ce ne sono gran pochi. Quello che voglio dire è che la manifestazione ha perso quell’aspetto invitante e radioso che aveva nelle vecchie edizioni. Allora, impieghiamo bene questi soldi! Oppure…impieghiamoli per altre cose urgenti da non sottovalutare. Beh, la lista è lunga e in virtù di questa sarebbero anche pochi.Vediamo, si potrebbe dare una sistematina ad alcune strade danneggiate dalla neve, un’altra ad alcuni vicoli del centro storico che riversano in situazioni di abbandono, riqualificare alcune zone della città, monumenti, edifici storici. Con questo, tengo a precisare, che non sono assolutamente contraria alla manifestazione, vorrei solo da cittadina o spettatrice ritrovare quello splendore di un tempo ed esserne attratta.

 

14th Marzo
2012
written by patti

 

C’ è da attendere solo il 31 maggio per conoscere il responso definitivo del Ministero riguardo all’attivazione di nuovi corsi di laurea che entreranno nell’offerta formativa dell’Università della Tuscia: Scienze Giuridiche, Ingegneria Industriale, Archeologia e Storia dell’ Arte. E non solo… c’è anche l’ipotesi d’attivazione di un ciclo di restauro, un percorso quinquiennale a numero chiuso per la formazione di restauratori cui sarà grantito l’accesso all’albo professionale della categoria presso il Ministero delle Attività Culturali. Il Rettore dell ‘Università dichiara: ” Siamo ad una svolta, puntiamo sullo sviluppo, guardando agli studenti e alle famiglie con un’offerta didattica in grado di dare risposte in termini occupazionali. Il corso di giurisprudenza può già contare su trecento ragazzi che oggi si spostano andando a Roma, noi proponiamo loro di studiare qui”. Ed aggiunge: ” Se le immatricolazioni del 2012/2013 avranno risvolti positivi per i nuovi corsi, attiveremo anche il bienno complementare ai trienni”. I dati sono confortanti. “Stiamo chiudendo l’anno d’immatricolazioni- spiega ancora Mancini- con un più 8,5% un dato in controtendenza, navighiamo in acque meno tempestose rispetto allo scorso anno”.

7th Marzo
2012
written by patti

 

I testi sacri narrano che il falegname Giuseppe, dopo la fuga in Egitto si era improvvisato friggitore ambulante ed il popolo proprio in virtù di questo suo mestiere gli aveva “appiccicato” l’etichetta di “frittellaro”! Se la storia sia vera oppure no, questo non si sa, ma la qualificazione che gli viene attribuita dalla Bibbia è chiara: “artiere in legno e industriale in friggitoria”. Da qui nasce l’uso di molte regioni italiane di preparare delle frittelle dolci in coincidenza della festa di San Giuseppe. C’è chi le chiama “zeppole”, chi “tortelloni dolci”, chi le prapara con la pasta lievita, chi le farcisce con la crema…insomma di tutti i gusti, ma per noi viterbesi le originali sono solo quelle con il riso! Perciò bando alle chiacchiere e via alla lista degli ingredienti per preparare questo dolce divino.

 

INGREDIENTI:

 

500gr di riso

1litro di latte

pizzico di sale

6 uova

250 gr di uva sultanina

pinoli q.b.

cannella a piacere

scorza di limone o arancia grattuggiata

400gr di farina

300 gr di zucchero

mezzo bicchiere di rhum

1 bustina vanillina

1 bustina lievito per dolci

 

PREPARAZIONE:

 

Far cuocere il riso nela latte allungato con un pò di acqua, aggiungere un pizzico di sale e lasciarlo raffreddare. In una terrina lavorare 6 rossi d’uovo con lo zucchero, aggiungere la cannella a vostro piacimento, la vanillina, la buccia grattuggiata di un limone o arancio, mezzo bicchiere di rhum, il lievito, la farina, l’uvetta, i pinoli e la bustina di lievito. Unire le chiare di quattro uova montate a neve. Incorporare il riso, aggiustare il sapore con aggiunta di altra cannella, zucchero o rhum purchè la consistenza dell’impasto sia una pastella molto densa, collosa. Lasciare riposare per un’oretta, trascorsa la quale, in una padella o friggitrice contenente olio extravergine d’oliva caldo, gettare dentro delle cucchiaiate abbondanti di questo impasto im modo da ottenere delle frittelle della grandezza desiderata che vanno lasciate cuocere da entrambi i lati, fino a che la superficie esterna non risulta dorata al punto giusto. Una volta cotte, depositarle su carta assorbente da cucina e ricoprirle con abbondate zucchero semolato o in alternativa, spolverizzarle con abbondante zucchero a velo.

Lasciarle raffreddare e poi…via all’assalto!!!

 

 

 

22nd Febbraio
2012
written by patti

La pietanza che vi presento non ha bisogno di cottura. La sua preparazione infatti è molto semplice ma dal risultato ottimo. Parlo delle “Puntarelle”, che non sono altro che i germogli della catalogna, pianta orticola derivata dalla cicoria selvatica e inclusa fra le cicorie da taglio, conosciute anche come “Mazzocchi” per la loro caratteristica di essere vendute a mazzi. La parte meno divertente di questa preparazione è il momento della pulizia della verdura. Armatevi di coltello bello affilato e cominciate a pulire i fusti di questa verdura, i germogli e le foglioline più tenere, privandoli della corteccia esterna che risulta dura e di color verde scuro. Tagliateli a metà nel senso della lunghezza e poi ancora in senso trasversale in modo da farne delle striscioline più o meno lunghe. Lasciare il tutto a bagno nell’acqua fredda per una mezz’oretta. Nel frattempo preparare un pesto fatto con: le acciughe dissalate sott’olio, olio extravergine di oliva, aceto di vino, aglio, sale e pepe q.b. Scolare accuratamente le striscioline di verdura ed insaporirle con il pesto. Lasciarle riposare per un paio di ore avendo cura ogni tanto di rimestare la verdura per essere maggiormente insaporita. Dopodichè armatevi di tanto pane perchè con questo piatto la scarpetta ci sta tutta!!!

 

21st Febbraio
2012
written by patti

Un sostegno alle piccole e medie imprese per far fronte agli ingenti danni causati dalle eccezionali nevicate del mese di febbraio 2012. A darne notizia è Confcooperative di Viterbo che intende fornire una visione a 360 gradi delle iniziative intraprese dalla Regione Lazio. A favore delle PMI danneggiate dalle avverse condizioni climatiche è stato istituito un fondo, nell’ambito delle risorse gestite da Banca Impresa Lazio SpA, per il sostegno all’accesso al credito di 3 milioni di euro, che, ne svilupperanno 30 milioni di finanziamenti. Novità anche nel lavoro: estensione dell’accesso alla Cassa Integrazione in Deroga a tutte le imprese colpite dall’emergenza, senza distinzione dell’attività svolta. Ed inoltre, attivazione presso l’Assessorato al Lavoro e Formazione di una unità di crisi dedicata alla rapida risoluzione di tali vertenze che, previa verifica con le Parti Sociali, potranno anche prevedere la validità retroattiva, oltre all’inserimento di quote riservate a favore delle imprese dei comparti produttivi nei bandi e negli avvisi dell’Assessorato. Per il settore Agricoltura ed Ambiente, la Regione Lazio ha stanziato un Fondo di Garanzia, nell’ambito delle risorse attribuite a Unionfidi SpA di 2 milioni di euro, che ne svilupperanno 20 milioni di finanziamenti per le imprese agricole danneggiate. Ma non solo. Tra le iniziative dell’Assessorato alle Politiche Agricole, l’attivazione nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della misura 126 con uno stanziamento pari a 10 milioni di euro per sostenere interventi di ripristino del potenziale agricolo danneggiato da calamità naturali, inteso sia come strutture agricole che come dotazione aziendale. Fondi disponibili anche per l’Edilizia Agevolata. 10 milioni di euro all’anno per i progetti localizzati nelle Province del Lazio e per quelli delle Cooperative delle Forze Armate nel comune di Roma, in base ad un Accordo sottoscritto con le parti sociali del 15 febbraio scorso. Per i soggetti direttamente coinvolti nella gestione dello stato di emergenza, sono già stati predisposti dalla Regione Lazio dei pagamenti, così come, l’anticipo dei pagamenti previsti per il mese di maggio 2012 agli enti locali, alle comunità montane, alle unioni e consorzi di comuni per 340 milioni di euro. Ad ogni singolo ente verrà erogato il 50 % delle spese in conto capitale ed il 100% delle spese correnti, relative agli esercizi 2012 e 2011. Per concludere, Confcooperative Viterbo tiene a precisare che la Regione Lazio proprio per le difficoltà riscontrate nei giorni passate dagli enti e dai cittadini, ha concesso la proroga del termine di presentazione delle domande relative ai bandi di interesse regionale con scadenza prevista nel mese di febbraio 2012.

16th Febbraio
2012
written by patti

 Il Rotary Club Viterbo, il Rotaract Club Viterbo, e la Fondazione Carivit indicono un concorso nazionale per idee rivolto a giovani professionisti che si affacciano sul mondo del lavoro, sul tema del “Turismo culturale nella Tuscia”. Il concorso ha per obiettivo la valorizzazione di professionalità giovanili che, a seguito di una analisi socioeconomica- artistica-culturale, turistica e ambientale del territorio della Tuscia, elaborino un progetto di potenziamento delle risorse e di inserimento di questo territorio in un circuito di “turismo culturale” nazionale e internazionale, di elevata qualità, in modo che la Tuscia diventi un polo di attrazione che ne rilanci l’economia. Il concorso mira a valorizzare quelle professionalità che meglio risponderanno a tale iniziativa attraverso un progetto che offrirà loro una opportunità nel mondo del lavoro e nel contempo darà un contributo di qualità a questo territorio offrendogli una maggiore visibilità. Sono ammessi a partecipare al concorso giovani laureati, con un’età massima di 35 anni, mentre non sono ammessi al concorso i soci del Rotary Club di Viterbo, del Rotaract Club di Viterbo e della Fondazione Carivit, nonché i loro coniugi e parenti sino al quarto grado di parentela compreso. La domanda, la documentazione e gli elaborati dovranno pervenire in plico chiuso al seguente indirizzo: Fondazione Carivit, via Cavour 67, 01100 Viterbo, entro e non oltre il 30 aprile, a mezzo raccomandata AR. Farà comunque fede la data del timbro postale di spedizione. Sul plico dovrà essere apposta – pena l’esclusione – la seguente dicitura: “Concorso di idee “Turismo culturale nella Tuscia” ed il nome del mittente o del capogruppo – referente. I premi, onnicomprensivi e al lordo delle tasse, avranno il valore di – 1° premio: Euro 7.000,00 – 2° premio: Euro 2.000,00 – 3° premio: Euro 1.000,00 Per maggiori informazioni sulla domanda e l’elaborato da presentare visitate il sito www.rotaractviterbo.org oppure www.3unitus.it. Patrizia Labellarte

12th Febbraio
2012
written by patti

Non c’è cosa migliore che dedicarsi alla cucina soprattutto in queste giornate in cui il tempo ci blocca nelle nostre case. Ebbene visto che ci troviamo nel periodo di carnevale, dunque in un periodo di divertimento… è ora di iniziare a preparare qualche leccornia tipica di questa festa. Cosa ne dite di quelle striscioline croccanti e zuccherose a cui gli occhi ed il nostro palato non sanno proprio rinunciare?! Ingredienti alla mano e via con la preparazione! 300 gr di farina, 30 gr di burro, 100 gr di zucchero, un pizzico di sale, un uovo e un rosso, scorza grattugiata di limone, vino bianco (oppure un liquore a piacere, tipo rhum o cognac), olio per friggere e zucchero a velo. Impastare la farina, lo zucchero, il sale, l’uovo e il rosso, la scorza del limone, (a chi piace anche l’arancio), il burro ammorbidito e un poco di vino bianco. Lavorare per bene l’impasto finche diviene consistente. Fare un panetto che si lascia riposare per circa un’ora in ambiente tiepido, coperto con un panno. Trascorsa l’ora stendere il panetto , creare una sfoglia abbastanza sottile dalla quale ricavare con una rotellina dei nastri lunghi circa 10 cm e larghi 4 cm. Nel frattempo in una padella o chi la possiede, nella friggitrice, portare a temperatura l’olio. Quando questo è caldo gettare le striscioline, una alla volta e lasciarle cuocere fino a quando saranno dorate e croccanti. Metterle ad asciugare sulla carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Dopodiché spolverizzarle con abbondante zucchero a velo e servire. Sono un ottimo spuntino per la merenda, magari accompagnate ad una fumante cioccolata calda…oppure squisite per finire un pasto. Insomma, vanno bene in ogni momento e allora, come fate ancora a starne senza?!

31st Gennaio
2012
written by patti

Non bastava l’appellativo di “Bamboccioni”, ora se ne aggiunge un altro: “Sfigati”! Quanti complimenti fioccano sui giovani italiani: “Se non sei laureato a 28 anni sei uno sfigato” – ha sostenuto fermamente il viceministro del Welfare Michel Martone qualche giorno fa, creando un fronte bipartisan unito e compatto contro di lui! Però, che incoraggiamento! Che sostegno che riceviamo da un po’ ti tempo a questa parte. La faccenda è iniziata già da qualche tempo. Da Tommaso Padoa-Schioppa, che da ministro dell’economia usò l’espressione “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa” per indicare uno degli obiettivi della sua Finanziaria che prevedeva agevolazioni per gli affitti per i più giovani, a questa ultima affermazione del Ministro del Lavoro sono passati più di quattro anni tra le due esternazioni e la situazione è senz’altro peggiorata. È facile incolpare noi giovani del fatto che a trenta anni stiamo ancora a casa con mamma e papà, non abbiamo un lavoro fisso, non abbiamo terminato gli studi, invece quanto risulta difficile ammettere che tutto sommato se ci troviamo in questa situazione lo dobbiamo pure alle istituzioni?! I dati parlano chiaro, la disoccupazione giovanile è salita al 30%, due milioni di ragazzi non studiano e non lavorano, la crisi economica ha accentuato un ritardo, quello dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La crisi non risparmia neanche il viterbese. Non c’è crescita economica, ne posti di lavoro perché l’edilizia, il commercio, l’industria si trovano in una situazione di stallo. Non c’è lo sviluppo necessario a garantire un margine di ripresa. E allora in queste condizioni dove andiamo? A questo si aggiunge l’innalzamento dell’età pensionabile stabilita dal governo, il che comporta l’entrata sempre più tardiva nel mondo del lavoro per noi giovani e una pensione che non percepiremo mai. Perché invece di ironizzare sulla situazione e sul comportamento dei giovani, i signori Ministri non cominciano ad aprire gli occhi e a capire quanto i giovani si danno da fare?! Quanti giovani pur di lavorare e non pesare sulle proprie famiglie accettano qualsiasi tipo di lavoro, il più delle volte a nero e  poco retribuito?! Perché nascondere il fatto che se tanti giovani a ventotto anni non sono ancora laureati è perché forse non studiano solo ma lavorano anche per mantenersi gli studi?! Un buon punto di partenza sarebbe quello di abbassare le tasse universitarie, il costo eccessivo dei libri… è un diritto di tutti lo studio oppure no? Eppure non per tutti è accessibile! Perché i signori Ministri tutte queste cose e tante altre non le considerano?  Forse perché troppi impegnati a coprire  le loro magagne?! E intanto il tempo passa e tutto anziché migliorare va a rotoli… e a rimetterci siamo noi giovani.

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