La Città

23rd Novembre
2009
written by patti

 Sabato scorso la Cappella Sistina, in Roma è stata scenario di un importante incontro. Benedetto XVI ha convocato per l’occasione più di duecento artisti, tra scultori, pittori, architetti, fotografi, attori, registi, ballerini e scrittori invitandoli a non temere che la fede sminuisca il loro genio e, anzi, ad attingere da essa per comunicare speranza al mondo.

 Il legame tra arte e spiritualità è il tema motivo di incontro di questi personaggi illustri. Tema, peraltro introdotto dal discorso che il Papa Montini, negli anni del Concilio, 1964 sviluppò davanti agli artisti dell’epoca, assicurando che l’amicizia tra arte e Chiesa non era mai venuta meno. A 45 anni da questo evento, Papa Ratzinger ritorna a parlare del contrasto tra etica ed estetica: “ Voi siete i custodi della bellezza, voi avete grazie al vostro talento la possibilità di parlare al cuore dell’umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di scuotere sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell’impegno umano”. Sanare la frattura tra Chiesa e arte dovuta al proliferare di un’arte vuota, senz’anima, legata più alle regole del mercato che alla crescita culturale e umana. Molti i personaggi che hanno preso parte alla giornata: dal regista Nanni Moretti all’attore Raul Bova; dal Maestro Ennio Morricone al soprano Daniela Dessi. Particolarmente nutrita la sezione degli architetti, dei pittori e degli scultori tra i quali anche un illustre artista di casa nostra ma di fama internazionale: il Maestro Roberto Joppolo realizzatore di importanti opere come la Porta della Pace per la chiesa di Santa Caterina a Betlemme, installata all’ingresso della Grotta della Natività nel Natale 2003, la Porta della Luce per il duomo di Viterbo nel 2005 o l’ultima, ma  non di importanza, la realizzazione nel 2006 di un pannello bronzeo installato nella Basilica di S. Croce in ricordo della visita di Paolo VI la notte di Natale 1966.

30th Ottobre
2009
written by patti

Domenica scorsa su Canale 5 subito dopo il telegiornale delle 13 è andata in onda la trasmissione Domenica 5. La puntata è iniziata con uno spazio dedicato alle violenze sessuali, nello specifico il caso di Montalto. In trasmissione oltre ad ospiti e giornalisti dello spettacolo sono intervenuti la Consigliera di pari opportunità della Provincia di Viterbo, Daniela Bizzarri, i genitori dei ragazzi accusati del reato e alcuni abitanti del paese. A parte l’intervento della Bizzarri, alla quale va detto un Grazie per aver ricordato che si tratta di un argomento delicato da non sottovalutare né giustificare, diverso è stato quello di uno dei papà dei ragazzi coinvolti nella vicenda. “La ragazza è di facili costumi”- queste le parole che sono servite per giustificare la violenza. Sconcertante! Sono rimasta basita nell’ascoltare queste parole e ancora di più nel sentire che queste sono condivise dalla maggior parte delle persone che vivono a Montalto. “E’ una poco di buono, è normale che sia successo perché se l’è cercata” – ha commentato un signore. Ed un altro intervistato ha aggiunto: “ E’ stata una ragazzata”. Una ragazzata?! Oddio , mi va il sangue al cervello! Ma come si può con così tanta leggerezza affermare queste cose? Una ragazza vittima di abusi da parte di 6 coetanei e non, e cosa succede? Sindaco e paesani schierati in difesa di questi “bravi ragazzi”. Perché oggi, come del resto fino a ieri sono sempre stati definiti così. A mio avviso, Vergognoso! Vergognoso il comportamento di tutti, pietoso il rispetto e l’appoggio che viene riservato. Ma stiamo scherzando? Sveglia! Si sta parlando di una VIOLENZA. Un reato grave che va punito e non giustificato e ancor peggio taciuto. Cominciamo a domandarci perché accadono queste cose. Di chi è la colpa? Famiglia, scuola, amicizie e soprattutto tanta ignoranza. Testimonianza di ciò che dico è la frase di un intervistato:” I ragazzi hanno ammesso il fatto, hanno commesso un errore nel dirlo, dovevano tacere”. Inciviltà, ignoranza di chi nega l’evidenza, la gravità dell’accaduto. Mentalità ottusa, meschina che spaventa, difficile pensare che possa esistere. Eppure c’è, purtroppo e traspare, si manifesta attraverso il sostegno ad un atto ripugnante, alla violenza. Ed ancor più imbarazzante è il vanto, l’esaltazione e guai a chi mette in dubbio il comportamento di quelli che vengono osannati quasi come se fossero i protagonisti di un gesto eroico. Quanto è facile gettare fango su chi è più debole, su chi è più indifeso. “Se l’è cercata, giusto? Poteva restarsene al suo paese, invece di venire nel nostro” - tanto per riportare altri commenti. Il comportamento di una ragazza, di una donna, il suo modo di vestire o di atteggiarsi non è un presupposto valido per compiere un atto così spietato, disumano. E’ assurdo! Esiste una coscienza collettiva? Norme, valori condivisi che orientano i rapporti tra i membri di una società? La civiltà! No, siamo rimasti ai tempi dei barbari, o forse loro erano più rispettosi di noi? È raccapricciante la realtà che viviamo e che stiamo costruendo. E chissà quanto peggiorerà ancora se non ci fermiamo e non ci rendiamo conto di quanta superficialità e di quanto egoismo siamo fatti. Concludo citando un verso di quella che per me è stata ed è tutt’oggi, una grande donna e scrittrice: Oriana Fallaci.

“Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

18th Ottobre
2009
written by patti

Lo scorso venerdì 16 ottobre, presso la sala convegni di Villa Sofia a Viterbo, si è tenuta l’assemblea congressuale di Tuscia Vola per l’elezione del Presidente del Circolo Comunale. Paolo Caravello è stato eletto all’unanimità. I lavori dell’assemblea sono iniziati con l’esposizione del programma del movimento da parte del dott. Paolo Viglianti e del Prof. Paolo Guidi. Molteplici gli obiettivi citati, tra i quali: promozione e valorizzazione del territorio della Tuscia, maggior coesione tra le istituzioni ed i cittadini, sviluppo e sostegno con le proprie politiche generali dell’offerta turistica. Punti, peraltro ribaditi dal neo Presidente Caravello raggiunto telefonicamente in quanto immobilitato per motivi di salute. Grande entusiasmo e soddisfazione nelle parole del presidente, che ha evidenziato la crescita  in tempi brevi di questo movimento politico territoriale. “Autonomia del territorio”  è il motto che esprime l’azione politica perseguita dal partito. “Il movimento – spiega Caravello vuole essere propositivo e garante dello sviluppo dell’intera Tuscia e confida nel sostegno delle altre forze politiche per attuare concrete azioni di sviluppo per il territorio. Con questo, non si intende una contrapposizione ai partiti tradizionali ma bensì proporre un modo nuovo di fare politica rispondendo alle aspettative dei comuni cittadini”. “E’ tempo di risvegliare Viterbo, a prescindere dalle ideologie - aggiunge il presidente, si deve cambiare e creare i presupposti per rilanciare la nostra città. Abbiamo la fortuna di avere un patrimonio ricco di storia, cultura, bellezze e ricchezze naturali, che le altre realtà ci invidiano, ma alle quali non diamo la giusta importanza che meritano. La causa è da attribuire anche alle amministrazioni centrali. Una città, come la nostra ha bisogno di avvalersi di persone capaci ad esaltare i nostri tesori  e questo, è un altro aspetto che si propone il nostro “nuovo modo di fare politica”. Il turismo, le risorse ambientali, termali, balneari sono i settori fondamentali dell’economia viterbese che andranno ad accrescere con la futura realizzazione dell’aeroporto e dell’area portuale di Civitavecchia. Ma, a prescindere dall’aeroporto, motivo di orgoglio del nostro movimento, è la gestione del dopo aeroporto: i collegamenti ferroviari – stradali, l’occupazione, il turismo. Ci muoveremo affinché tutte le iniziative relative allo sviluppo ed all’occupazione vengano attivate e monitorate attraverso specifici progetti anche interistituzionali.”

11th Ottobre
2009
written by patti

Qualche settimana fa gironzolavo  per Viterbo. Era mattina, intorno alle 11, una bella giornata. Adoro Viterbo specie la mattina quando il sole illumina i monumenti e ne esalta le bellezze. Mi trovavo nei pressi del Sacrario quando un gruppo di turisti mi ha fermata chiedendomi di indicargli Piazza del Comune. Visto che mi stavo dirigendo anche io da quella parte mi sono offerta di accompagnarli. Dal primo “Scusa, posso chiederti un’informazione”?, avevo già intuito che era un gruppo di allegri e inconfondibili toscani, di passaggio a Viterbo perché una loro amica di Roma gli aveva suggerito di fermarsi, prima di giungere nella capitale, nel nostro “paesello” . Di fronte a questa affermazione mi è sorta subito una domanda: “Conoscevate già Viterbo? Sicuramente avrete sentito parlare di questa Città dei Papi, del Trasporto della Macchina di Santa Rosa”?  La risposta temuta è stata: “Beh non molto, sinceramente! Ci siamo fermati perché la nostra amica ci ha consigliato di visitare il centro storico, San Pellegrino”. Che sconforto! Mi son detta tra me e me! Durante il tragitto ho esternato più volte la mia delusione nell’avere conferma di qualcosa che in fondo un po’ mi aspettavo. Il turista mi ha più volte sottolineato come Viterbo a differenza di altre realtà fosse poco pubblicizzata e conosciuta. Io non ho fatto altro che assecondare la sua affermazione. Come dargli torto? Ha perfettamente ragione! Abbiamo tanto da offrire e far conoscere al di fuori ma facciamo veramente poco. Giunti a destinazione c’è stato uno scambio di “ringraziamenti” tra me e il gruppo. Io li ho ringraziarti perche è stato interessante ascoltare osservazioni e giudizi esterni per rendermi conto di quanto si potrebbe fare per migliorare. Loro mi hanno ringraziata per essermi improvvisata “una simpatica guida turistica”. Dopo questo incontro mi sono chiesta più volte cosa c’è che impedisce a Viterbo di mettersi in “vetrina” e credo di essere arrivata ad un’unica  conclusione: la mentalità chiusa. Abbiamo i paraocchi che ci impediscono di esaltare i nostri tesori unici. Liberiamoci di questa mentalità obsoleta, sinonimo di ignoranza e usciamo allo scoperto. Facciamo conoscere la nostra città, ovunque. Perché si conoscono altre manifestazioni religiose e non, delle altre province italiane, come i Ceri di Gubbio, il Palio di Siena e della Festa di Santa Rosa se ne conosce poco e niente? Ho notato che qualche passetto in avanti  in questi ultimi anni è stato fatto attraverso l’utilizzo di internet, dirette tv ma evidentemente, non basta! Servono più iniziative, più pubblicità, pacchetti turistici, soggiorni promozionali mirati al turista che non si limitino al solo territorio della provincia o della regione laziale ma che vengano diffuse in tutta Italia e all’estero. Viterbo non può e non deve più vivere all’ombra della Capitale o essere conosciuta per “sentito dire”. Basta!!! È ora di uscire dall’anonimato.

Tags: ,
26th Settembre
2009
written by patti

Si, ora si che è meglio! Papa o non Papa Viterbo negli ultimi tempi con qualche aggiustatina qua e la si è rivalorizzata. Certo di lavoro ce n’è ancora da fare e anche molto, però già il centro ha assunto un aspetto nuovo e curato. Viale Marconi, Via Matteotti, il Corso Italia sono finalmente strade percorribili. Direi un vantaggio sicuro per Signore e Signorine che fino a pochi mesi fa erano alle prese che tacchi incastrati nei sanpietrini, perdite di soprattacchi, ma anche un sollievo per i Signori alle prese anche loro, con le tipiche storte dovuto alla pavimentazione sconnessa. Spiacevoli incidenti che fortunatamente per noi appartengono al passato, anzi mi correggo…spiacevoli episodi che non si verificheranno più per noi se ci troviamo a passeggiare da queste parti…ma altrove? L’incubo continua…Via della Sapienza, via dell’Orologio Vecchio tanto per citarne alcune, sono disastrate. Per non parlare poi delle condizioni in cui riversano Via Bussi, Via Del Giglio,Via Sacchi, Via Macel Gattesco, Via Chigi dove il sanpietrino risulta in più parti smottato e sollevato. Ma non è solo questo a danneggiare l’immagine delle vie e del centro storico ma anche la sporcizia che regna sovrana, il guano dei piccioni che può, a lungo andare,  intasare le grondaie dei palazzi storici e deturpare queste vie. Percorrendole ci si accorge come queste fungano da cassonetti della spazzatura! Mi spiego…vista l’assenza di raccoglitori appositi, i negozi usano depositare i rifiuti in queste vie adagiandoli ai lati. Uno “showroom” di buste, scatoloni, stampelle per abiti e cianfrusaglie vecchie e non, fanno da paesaggio a questi vicoli. Che tristezza! Comune di Viterbo intervieni!!! Migliora il decoro e il funzionamento del centro storico, intensificando ad esempio la pulizia stradale, potenziando il lavaggio delle strade, eliminando le deiezioni fecali dei volatili. Ed inoltre sarebbe necessaria una maggiore illuminazione dei vicoli, una efficace sostituzione di pietre danneggiate, ristuccare vari inciampi, rimurare cordonati e pietre smosse, riparare caditoie ed eliminare scritti e graffiti sui muri e sui palazzi. Interventi questi che richiedono molti fondi, tempo, impiego di mano d’opera e controlli costanti. Ma non è tutto: lo sforzo maggiore affinchè tutto ciò una volta realizzato possa essere mantenuto nel tempo è richiesto  a NOI cittadini. Occorre la nostra collaborazione, il rispetto per l’ambiente e per i luoghi che ci circondano e in cui viviamo è e deve essere una pratica naturale, spontanea e costante. Non siamo però abituati a pensarla così ed i fatti lo dimostrano, perciò impegniamoci tutti a sostenere e valorizzare la nostra Viterbo.

7th Settembre
2009
written by patti

Non ho mai ricevuto un’accoglienza così festosa… Ciro, Briciola, Patrizia (la mia omonima a 4 zampe) mi hanno accompagnata scodinzolando nella mia visita al Canile comunale di Bagnaia gestito dal Comune di Viterbo con la collaborazione dell’Associazione Animalista Amici Animali onlus.
Devo dire la verità…ho sempre pensato al canile come un luogo abitato da cani chiusi in recinti, soli e tristi in attesa di essere “prelevati” da qualcuno come dei pacchi postali ed invece mi sono ricreduta. La struttura che li accoglie è organizzata con ampi spazi e tanto verde a loro disposizione, i cani sono mantenuti, curati, coccolati e la cosa che più mi ha colpita è che tutto ciò si percepisce dai loro occhi e dal comportamento fedele e affettuoso che hanno con il personale.
L’amore per queste creature abbandonate è fondamentale, ma non basta…il canile necessita di un restyling. Le cucce, i recinti sono vecchi e avrebbero bisogno di una manutenzione. Non si sta chiedendo l’impossibile, né di costruire chissà cosa, perché i cani hanno già quello che per loro è l’essenziale: tanto verde e tanto spazio per correre liberamente. Servono solo cucce più adeguate che possano proteggerli dalle intemperie, paletti e rete per innalzare recinzioni solide, nuove e più durature. Non c’è bisogno di altro! Niente cemento, niente casette super accessoriate. 
E chi è che può intervenire e far sì che tale struttura diventi più accogliente? Il Comune di Viterbo! E allora… Sindaco pensaci tu!!! Non permettere che tutti i cani presenti in questa struttura possano essere trasferiti altrove, presso luoghi  non idonei o già sovraffollate, sarebbe una tortura psicologica e fisica per essi che da anni vivono nell’ambiente che li ha cresciuti, ma fai sì che l’Associazione che se ne sta ora occupando possa continuare il lavoro quotidiano. Sono persone residenti nel territorio che conoscono la realtà locale, che da anni dimostrano una grande competenza nella gestione di questi animali, anche traumatizzati, ottenendo per tutti un alto grado di socializzazione e un benessere psico-fisico ottimale anche ai fini della loro collocazione presso famiglie. Ed ancora… Fai sì che venga rispettata la normativa vigente che impone dal 1991 ai Comuni di dotarsi di canile comunale o intercomunale (L.281/1991). Ed infine, dal punto di vista economico, vogliamo parlare del risparmio? Hai pensato a quanto risparmio si può ottenere con l’affidamento della gestione all’Associazione Animalista Amici Animali onlus rispetto a quanto si può prevedere per la detenzione dei cani presso terzi?
Credo ci sia una netta differenza, da non sottovalutare. Come non è da sottovalutare anche un altro aspetto: l’inserimento lavorativo, peraltro già operante, all’interno della struttura di soggetti che presentano uno svantaggio sociale. Caro Primo Cittadino Le chiedo scusa se mi sono permessa di darLe del tu, ma da quando mi sono recata al canile ed ho visto con i miei occhi tutte quelle creature così indifese ma bisognose di tante attenzioni non ho potuto far altro che rivolgermi a Lei, al Comune che tanto può fare per risollevare le sorti di questa “grande famiglia” che lotta per rimanere unita e sopravvivere.
La mia, come credo quella di tutte le persone sensibili e vicine a questa realtà, è una semplice richiesta di ascolto, con l’auspicio che presto si possa far qualcosa di concreto!

3rd Agosto
2009
written by patti

E dico io: “ Ci voleva il Papa per far asfaltare le strade a Viterbo”? Con tutto rispetto per Sua Santità che ci onora con la sua presenza il 6 settembre…è  assurdo vedere tutto questo darsi da fare e provvedere a rendere percorribili in fretta e furia delle strade che da tempo si trovavano in condizioni pietose. E allora mi domando: “Ma se il Papa non avesse annunciato alcuna visita nella nostra città, avremmo continuato ad avere queste strade qua”? …Cavolo! Allora ci dice bene…e mi viene in mente un’altra domanda:” Ma se prima la giustificazione alla richiesta di rifacimento stradale era sempre la stessa e cioè - il Comune non ha fondi- com’è che ora tutti questi fondi sono improvvisamente apparsi? Mah!…Miracolo, miracolo”! Per carità, meglio così per noi che finalmente abbiamo una città esteticamente più vivibile e meglio anche per le nostre macchine che dopo le incessanti piogge di questo inverno godranno di strade meno traballanti. E così, nuovo look per via della Palazzina, per la discesa che collega il Sacrario a Valle Faul e proprio in questi giorni è arrivato anche il turno per via Vico Squarano, al Carmine. Era ora! Come sarebbe ora di provvedere anche alla sporcizia che regna nelle strade, nei vicoletti del centro storico completamente sporchi di escrementi di piccioni, alle aiuole abbandonate e lasciate incolte da tempo, come in via Genova. E vabbè siamo fiduciosi, al 6 settembre manca ancora un mese!!! Preoccupiamoci per il dopo…a quando altra manutenzione? Alla prossima visita- evento?! Speriamo proprio di no!

3rd Agosto
2009
written by patti

Il 27 luglio scorso presso la sala del Consiglio di Palazzo Gentili è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra Provincia di Viterbo, Comune di Corchiano e Gar per la valorizzazione della via Amerina. Il protocollo siglato dal presidente Alessandro Mazzoli, dall’assessore alla Cultura Fausto Furietti, dal sindaco Bengasi Battisti e da Riccardo La Farina del Gar è stato costruito, come spiega Mazzoli, per consentire la prosecuzione degli interventi di recupero sulla via Amerina. “Ci era sembrato importante - aggiunge ancora Mazzoli- avviare questo percorso per far si che il sistema via Amerina tornasse ad essere luogo di interesse storico-artistico. Per questo abbiamo deciso di fare quanto in nostro potere per aiutare il comune di Corchiano. Oggi rinnoviamo quel protocollo fieri di aver fatto qualcosa di importante per tutta l’area. E la presenza dell’assessore di Civita Castellana è di fondamentale importanza perché ci auguriamo che questo sia il segnale di una rinnovata attenzione. Perché solo con l’unione di intenti di tutti i comuni che insistono sull’antico tracciato riusciremo a far diventare la via Amerina vero sistema di promozione del territorio e di cultura”. Il protocollo ha valore di un anno e ha diverse finalità tra cui diffondere la conoscenza della via Amerina, promuovere iniziative e progetti per la valorizzazione dell’antico tracciato e del paesaggio storico favorendo l’incontro interculturale. Il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti ha sottolineato la presenza di Civita Castellana alla firma del protocollo. “Questo protocollo – dice Battisti – è importante per tutto il territorio, è un rinnovo di fiducia e amicizia tra gli enti e il Gar, che da anni lavora con passione per il recupero e la valorizzazione del tracciato. Perché scoprire questo luogo che unisce una vasta area omogenea ci dà possibilità di dare al territorio una possibilità di valorizzazione culturale ma anche turistica”. Il Gar lavora sul tracciato dal 1983 e in 20 anni sono stati tanti i risultati ottenuti. “La riscoperta, la tutela e la valorizzazione – afferma Riccardo la Farina – sono i tre punti cardine del progetti. La via Amerina può davvero diventare quel valore aggiunto di un territorio che comprende sette comuni solcati proprio da questo antico tracciato. Ora abbiamo diversi cantieri aperti e continueremo a lavorare per togliere il degrado e far riscoprire la via”.

17th Luglio
2009
written by patti

Progetti, sogni, desideri… quanto è difficile raggiungerli? Ed il più delle volte accade che quando sei ad un passo  “dal sogno” , quando veramente gioisci solo per l’emozione di essere arrivato così vicino a quella cosa che tanto desideravi  che  per un niente tutto svanisce. Un imprevisto, un errore e tutto le speranze che avevi riposto appaiono nulle. Ed è proprio in questo momento  che  manderesti tutto all’aria, ti scatta quella rabbia che ti porta a dire: “ ok, basta, ma chi me lo fa fare? Quanti sacrifici! Quante rinunce ripagate con la delusione, con un No di qualcuno che ha il “potere” di decidere della tua vita, di giudicarti a priori senza sapere niente di te”. Sconfitto è la parola esatta. Hai l’impressione di aver fallito in quel qualcosa in cui non solo tu credevi ma in cui credeva anche chi ti stava e ti sta affianco. Poi non so, improvvisamente ti sale l’orgoglio, la voglia di lottare e non darla vinta a chi ti ha voluto spezzare le gambe e reagisci con una forza e una determinazione che neanche tu sapevi di avere. Ti rialzi, nonostante sei in bilico tra la voglia di “metterti in gioco” e la paura stessa nel farlo e nel giungere ad una seconda fregatura. Come si dice: “Il bello sta nel buttarsi e cominciare…il resto poi lo si scoprirà strada facendo”. Questa è la vita, signori! E’ la quotidianità fatta di questi “alti e bassi” sorprendenti, devastanti che spezzano la monotonia e l’abitudine di cui la vita stessa è fatta. Un turbinio di emozioni che ti portano a pensare che in fondo, anche se non lo vuoi ammettere la vita è bella anche per questo. E sapete quale è la cosa che più ti da la forza? Il sentire che ci sono persone che ti sono vicine, che proprio in questo momento in cui ti senti più fragile sono li pronte a darti la giusta carica che ti manca aiutandoti a credere e ad avere più fiducia in te stesso. Ti stimano e ti danno tutto il conforto di cui hai bisogno. Allora apri gli occhi e ti accorgi che non sei solo. E quando di nuovo arriverai per l’ennesima volta di fronte al “supremo giudice”  vincerai, si, questa volta vincerai per te e per chi ti ha sostenuto in questo calvario. È una sensazione straordinaria poter dire: “Si, ce l’ho fatta”!

GRAZIE…a te che sei il mio angelo custode!

17th Luglio
2009
written by patti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 VITERBO -  Un viale alberato che porta ad un casale, il respiro di un’aria pulita, incontaminata, di un luogo sereno, genuino immerso nella natura e poi loro, i bambini protagonisti di questo scenario che rappresenta un progetto educativo: “Bimbi in Campo”. Promosso dall’associazione “Campo delle Rose”, il progetto è dedicato ai bambini affetti da sindrome autistica, in collaborazione con il “Giardino di Filippo” Associazione sportiva dilettantistica sociale e con la supervisione dell’U. O. C. di Neuropsichiatria Infantile della AUSL di Viterbo. L’associazione si occupa di bambini con disturbo pervasivo dello sviluppo in età prescolare e dei primi anni della scuola elementare, con l’obiettivo di migliorare i loro ambiti comportamentali, sociali e di comunicazione coinvolgendoli in attività a stretto contatto con la natura. Le sue attività sono sostenute dai famigliari che operano per sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica sull’autismo, ma anche le istituzioni di formazione, educative e di sostegno sociale. Grazie alle continue attenzioni di personale qualificato: un’agronoma, Francesca Durastanti; una psicologa dell’età evolutiva, Chiara De Santis ed ancora un neuropsichiatra infantile, operatori ed educatori con un rapporto con i bambini di 1 a 1, si sono realizzate a partire dallo scorso mese, 6 aiuole, spazi coltivati con piantine differenti scelte da ciascun bambino, come diversa

 

      

 

è la scelta del colore di appartenenza.“In questo modo - spiega Claudia Raichini, mamma e referente di questa associazione – i bambini attraverso il colore assegnato a ciascuna aiuola, riconoscono il loro spazio, le piantine di cui si prendono cura. Sono dettagli questi, che servono a rendere partecipi i bambini in ogni fase, da quella della scelta delle piante alla coltivazione, dalla crescita sino alla fase della raccolta. Si lavora molto sui sensi, sul gioco al fine di stimolare attivamente i bambini. Anche la Pet-therapy è inclusa in questo progetto che li coinvolge ogni sabato mattina dalle 9:30 alle 12:. I risultati ci sono e sono visibili, per non parlare anche del sostegno e del sollievo che questa iniziativa offre alle famiglie che si occupano tutti i giorni dei loro figli affetti da una sindrome tra le più diffuse”. Ma non ci si vuole fermare a questo. La voglia di migliorare ed ampliare il progetto è tanta come ad esempio realizzare ed incentivare un’assistenza integrata, migliorare le diverse funzioni evolutive e la qualità di vita delle persone con autismo e dei loro famigliari, ridurre i comportamenti disattivi e la gravità dei sintomi con il minor impiego di farmaci, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. “I bambini sono supportati da  terapie abilitative durante la settimana grazie alla scuola, mentre nel fine settimana non vengono seguiti – aggiunge ancora Chiara Raichini. Proprio per questo motivo è essenziale estendere il progetto durante tutto l’anno, aumentare i momenti di condivisione per i bambini, con pranzi e week-end”.  A sostegno di  questo importante progetto anche Confartigianato nella figura del Presidente Giovani Imprenditori Ombretta Pecugi.

 

“Quando un bambino gioca, mette in gioco tutto e una pietra nella sua mano e nella sua testa può diventare tutto il mondo e lo pensa e lo dice sa anche che se quella pietra cadesse cadrebbe il mondo e quella verità è vera fin quando lui gioca ed è sicuramente vera almeno fino a sera”.

Previous