Archive for Marzo, 2008

24th Marzo
2008
written by patti

Chiudete gli occhi e cominciate a pensare ad una bella giornata di sole, non troppo calda e a voi che passeggiate lungo una strada di campagna poco transitata.

Eh, si, siete solo voi circondati dalla natura e finalmente lontani dal caos cittadino…visto così, con i tempi frenetici di oggi, sembrerebbe quasi un sogno, siete d’accordo?

Ma, quante volte i sogni possono trasformarsi in un incubo?…o meglio in una fuga a gambe elevate?!… eh già, al bel quadretto che vi ho appena descritto, manca un piccolo dettaglio: un bel cagnolone da guardia che approfittando della bella giornata, proprio come voi, è uscito di casa…ma non era meglio che ci restava?! Fatto sta, che ora è li, davanti a voi che vi guarda, vi abbaia, o vi ringhia o vi rincorre o ancora nelle peggiori delle ipotesi vi si avventa contro.

PA-NI-CO!!!

Questi episodi, non sono solo il frutto di un brutto sogno, purtroppo, sono la realtà. Quanti ne sono accaduti negli ultimi tempi? Tanti, troppi!

Anche Viterbo non è estranea alla faccenda…ne sa qualcosa chi, per lavoro o per diletto si reca nelle strade di campagna della Quercia, di Santa Barbara e non solo, e che spesso si trova a correre a più non posso per la presenza di questi animali.

Di chi è la colpa? Forse dei proprietari distratti o incoscienti o meglio ancora poco educati?

Una cosa è sicura: con loro il buon senso si è andato proprio a far benedire!

È possibile che non si accorgano che il loro cane è uscito dal cancello? O sono proprio loro a farlo uscire per consentirgli di fare i bisognini ovunque, purché fuori dal giardino di casa?

Peggio ancora, quando i padroni colti sul fatto, tendono a giustificare l’uscita del proprio Fido, con parole come:”non farebbe del male ad una mosca”! oppure:” è il cane più buono che ci sia”! Si, si, “a casa tua”, ci sarebbe da rispondergli!

…Anche perché…secondo la Corte di Cassazione: “non esistono cani mansueti, vanno sempre custoditi, altrimenti chi ne risponde è il padrone…perché tutti gli animali sebbene domestici possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze, ed inoltre aggiunge: l’articolo 672 del Codice penale relaziona l’obbligo di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele”.

Capito cari padroni con la testa tra le nuvole?! Ogni tanto, se non vi crea troppo disturbo, assicuratevi che il vostro cane sia nella vostra proprietà e non a seminare terrore in giro!

E poi, pensateci bene…e se vi trovaste voi di fronte ad un bel cagnoline inferocito?!!

Patrizia Labellarte

24th Marzo
2008
written by patti

“Tris”: è questo il nome del progetto finanziato da Palazzo Gentili per la Differenziata.L’ Assessore all’Ambiente Tolmino Piazzai spiega: “E’ necessario potenziare l’attuale sistema di raccolta, in modo da recuperare e differenziare la porzione maggiore di rifiuti”.A tal scopo, il Progetto prevede: l’acquisto di tre porter elettrici, cioè vetture con vasca Rsu per la raccolta dei rifiuti (81.150 euro), 6.700 contenitori polifunzionali, a tre comparti (95.810 euro), 350.000 buste gialle (11.725), 350.000 buste verdi (11.725), 350.000 buste azzurre (14.700) e potenziamento del servizio porta a porta, con parziale copertura dei costi di gestione del personale e dei mezzi, nonché la distribuzione del materiale alle utenze (54.000).”Gli impianti tradizionali per lo smaltimento – dice Piazzai – sono oramai all’esaurimento mentre cresce costantemente la produzione pro-capite del rifiuto: ogni cittadino produce 1,5 kg di immondizia al giorno. A Viterbo, la media è di circa 1,4 kg, di cui solo una minima parte, ovvero 0,13 kg, vengono separati e costituiscono rifiuti differenziati. Il conferimento del rifiuto indifferenziato in discarica non è più accettabile né dal punto di vista ambientale, né da quello economico, visto che i costi di conferimento in discarica sono in continuo aumento”. “L’obiettivo per il 2007 – conclude l’assessore - era di contenere il conferimento in discarica e raggiungere una differenziazione dei rifiuti superiore a 0,22 kg pro-capite. Per far fronte alle esigenze dei cittadini e migliorare il servizio stesso, si è optato per la promozione del sistema domiciliare”. Al fine di ottimizzare la campagna differenziata a Viterbo, a ciascun nucleo familiare verrà consegnato un contenitore polifunzionale modulare, destinato alla raccolta del vetro, di carte e cartone e di materiale multileggero (plastica, alluminio e acciaio), nonché appositi sacchi contenitori, destinando, così, al servizio, nuovi mezzi a trazione elettrica a basso impatto ambientale.
Patrizia Labellarte

9th Marzo
2008
written by patti

Viterbo ultimamente, è una città troppo impegnata e con essa anche tutta l’Amministrazione: dimissioni del sindaco, preparazione in vista delle ultime elezioni: destra - sinistra…chi spunterà la meglio?

Insomma, non si fa altro che parlare di politica dalla mattina alla sera! Viterbo è letteralmente “bombardata” da cartelloni pubblicitari, volantini, propagande di ogni genere. - “Vota qui”, No: - “Vota li”…e intanto il tempo passa ed i provvedimenti che dovrebbero essere presi, qua e la in giro per la città vengono persi di vista.

Ad esempio, caro Comune, come la vedi una “riparatina” alla pavimentazione del corso? Cioè, mi spiego meglio: vuoi una volta per tutte riempire i “crateri” formatisi tra una sampietrino e l’altro?

Vuoi provvedere al rifacimento della staccionata presente al Sacrario? Quella, per intenderci che dal parcheggio affaccia su Valle Faul? O bisogna aspettare che qualcuno distrattamente appoggiandosi ruzzoli giù per la valle?

Vuoi rendere accessibile via Genova ai pedoni? Entro nello specifico: creare marciapiedi, attualmente inagibili, migliorare il manto stradale, che, oggi si presenta cosparso di buche. Il bello, poi, è quando piove: le buche si trasformano in pozze! E così, succede l’inevitabile: traffico + pozze = doccia per i pedoni! E se non ci credi…beh, io ne sono la testimone vivente!

“Vuoi, vuoi, vuoi”…quanti, direte voi!? Eppure di fronte a tutto ciò che dovrebbe essere rivisto, corretto e migliorato nella nostra città, non sono niente.

Sarò polemica, ripetitiva nei miei concetti e nelle mie critiche, sicuramente, ma ciò che chiedo é una maggiore attenzione da parte di tutti alla nostra città.

Non solo il Comune, ma anche noi dobbiamo agire affinché Viterbo migliori!

Vogliamo dimostrare o no questo “affetto” per la nostra città?

Bene…è giunto il momento!

Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Dopo una lunga e travagliata attesa, peraltro, ben riuscita, sulla realizzazione dell’aeroporto ed i successivi festeggiamenti, ringraziamenti, elogi (chi più ne ha, più ne metta) è iniziato il periodo dei tanti dubbi: “ma, se, però poi”…e delle mille domande: “E adesso, cosa succederà? Cosa si farà?”.
Beh, la città è piccola, la gente mormora… ed ecco che la lieta notizia diventa presto oggetto di lamentele e discussioni.
Tra queste, le più gettonate sono quelle riguardanti l’aumento del traffico, il rumore.
Ma ci pensate?… si vocifera tra la gente: “Viterbo sarà un caos! e poi, il disturbo che un aereo provocherà alle nostre orecchie, non lo avete ancora messo in conto? basti pensare che un aereo decolla/atterra all’incirca, ogni 5/6 secondi!”.
Che riflessioni profonde! Perché, invece non pensare a quanti saranno i vantaggi ed i miglioramenti a cui andremo in contro?
Innanzitutto, un aumento dei posti di lavoro. Ottimo, direi, vista la situazione di scarsità e precarietà generale che viviamo in questo momento.
Poi, l’aumento del turismo.
Viterbo, avrà la possibilità di farsi conoscere a livello nazionale ed internazionale, di far ammirare ed apprezzare la sua cultura, la sua storia ed i suoi prodotti.
La conseguenza, dunque, sarà un incentivo in più a migliorare le strutture, le attività, i servizi della nostra città, nonché migliorare ed intensificare la rete dei trasporti urbani e non che come sappiamo è un grande cruccio.
Sviluppo, progresso, è questa la prospettiva verso la quale Viterbo prenderà il volo e verso la quale, purtroppo e a grande malincuore, ma, devo ammetterlo, noi Viterbesi siamo molto scettici.
Siamo capaci solo di lamentarci, quando in realtà dovremmo essere fieri di aver raggiunto un traguardo così importante.
Sveglia!!! Vogliamo, una volta tanto, mettere da parte questa mentalità obsoleta e aprire gli occhi verso ciò che costituirà il bene per il nostro futuro?
Non è un’operazione così ardua… è arrivato il momento di rimboccarci le maniche…
Coraggio!
Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Solitamente i ringraziamenti si fanno alla fine…bene io stravolgo tutte le regole e comincio col dire un grazie a Nicoletta per essersi gentilmente “prestata” a fare questa piccola intervista…

Laureata in Scienze della Comunicazione, Nicoletta Di Luigi è una giovane viterbese di 24 anni alle prese con una realtà che come un po’ a noi tutti “le sta stretta”…scopriamo insieme perché?!…

Vedo la sua faccia un po’ perplessa…credo di aver intuito il motivo…le ho appena detto che questa è la mia prima intervista!!!

“Sei la mia “cavia”, ripensamenti, dubbi a riguardo…sei ancora in tempo per scappare”!

- “No, sono prontissima”!

Allora si comincia…”Visto che sei nata e vivi a Viterbo, cosa ne pensi della tua città”?

- “Se ti dicessi che vorrei vivere in un’altra nazione, cosa penseresti?…A te la risposta”!

“Deduco che non ti trovi benissimo… posso domandarti perché”?

- Certo! Forse ho esagerato un po’, vorrei sottolineare che non disprezzo assolutamente la mia città, ma nutro una sorta di ‘amore/odio’! ti spiego meglio…Dal punto di vista artistico la adoro, ma come stile di vita e modi di agire sotto tutti i punti di vista, vorrei che si svegliasse un po’”!

In che senso, scusa?…immagino, ti riferisca al mondo lavorativo…

- “Si, a partire dall’offerta lavorativa, all’offerta culturale, per finire alla gestione comunale”.

Insomma, denunci maggiormente la mancanza di lavoro presente a Viterbo, unita alla “pigrizia” delle istituzioni?

- “Si, e forse aggiungerei anche la poca disponibilità ad investire risorse adeguate per incrementare l’offerta di lavoro ed agevolare così, noi giovani neo-laureati e non”.

Cosa suggeriresti?

- “Prima di tutto, maggiore attenzione e trasparenza da parte delle nostre istituzioni nei confronti di questa realtà precaria. Inviterei, inoltre, a non sottovalutare tale problematiche solamente per mantenere i propri interessi. Di concreto, non sto suggerendo niente, capisco che non è così semplice poter cambiare la realtà viterbese ferma da troppo tempo”.

Immagina di aver qui davanti la lampada di Aladino…hai tre desideri, cosa esprimeresti?

- “Sicuramente, chiederei di cambiare la mentalità, a mio avviso, poco ‘curiosa’, obsoleta e per niente aperta alle innovazioni, di conseguenza, chiederei una maggiore disponibilità di lavoro ed infine una migliore qualità e servizio dei locali pubblici”.

Mi soffermerei su questo ultimo tuo desiderio…stai parlando per caso di tutto ciò che riguarda lo svago, cioè, pub, discoteche…?

- “Si, mi piacerebbe, come penso a tutti i miei coetanei che, i locali di Viterbo ‘colorassero’, nel vero senso della parola, il ‘medioevo’ di questa città e che ampliassero l’offerta e la varietà di divertimento. Non c’è musica dal vivo, neanche per le strade o nelle piazze, non ci sono cinema adeguati, non ci sono iniziative che possano coinvolgere in maniera divertente tutti. Ma…un quarto desideri, me lo concedi”?

Ok, facciamo uno strappo alla regola…cosa desidereresti ancora?

- “Desidererei una crescita maggiore della Città Universitaria, attraverso l’apertura di nuovi corsi di laurea, corsi di formazione mirati al mercato del lavoro. Mi auguro, inoltre, che da queste mie critiche, peraltro sostenute un po’ da tutti, si abbia finalmente il coraggio di passare ai fatti, per cominciare a vedere qualche risultato concreto”.

Parole sante!!! Chissà, se attraverso la nostra intervista, siamo riuscite a mettere ancora più in luce alcuni ‘difettucci’ radicati da troppo tempo, ormai, a Viterbo?

Bene, l’intervista è terminata…puoi finalmente rilassarti! Un grazie di cuore, ancora ed in bocca al lupo per tutto!

- “Crepi”!!!

Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Uffici comunali: il caos!

Mi riferisco all’Ufficio Anagrafe presente sotto i portici di Piazza del Comune.

Appena entri, stai sicuro che trovi l’inferno!

Comincio dalla sala d’attesa…se così si può chiamare….beh, tutto sembra che una sala d’aspetto: un piccolo corridoio fornito di quattro sedie e non più, dove, in teoria, le persone dovrebbero attendere comodamente il proprio turno. Si…é talmente piccolo da non essere in grado di accogliere la grande affluenza di persone, che viste tale condizioni e la scontatissima mancanza di aria sono costrette ad aspettare fuori la porta.

Guai a non prendere il numeretto del proprio turno!!! Ecco, su questo il personale è puntiglioso…”No numero? No servizio”! E che servizio!!!

Eh, si, perché per cercare di smaltire la folla che puntualmente ogni mattina si crea, causa, a mio avviso di una completa disorganizzazione, un addetto, ancor prima di farti entrare, al momento del proprio turno ti chiede: “Cosa deve fare”? “A cosa le serve”? e tu, che ti trovi davanti all’interrogatorio, sei costretto a dover rispondere se vuoi concludere in fretta e far si che tu possa finalmente uscire da quel maledetto ufficio! Ma scusate…la privacy dov’è???

Il tutto poi contornato da urla, battibecchi di persone che vedono scavalcare il proprio turno, che si lamentano per la mancata qualità del servizio, che minacciano di chiamare i carabinieri perché è veramente un caos…e come dargli torto?

E poi…a mezzogiorno si chiude…chi c’è, c’è…non importa! Sei arrivato alle 11.59? Mi dispiace, troppo tardi!…Se ne riparla domani! Che precisione! Peccato che ciò riguarda solo l’orario di chiusura, perché per il resto questo Ufficio fa acqua da tutte le parti!

Non solo il servizio è lento, poco professionale e disorganizzato…ma poi ti trovi ad aver a che fare, non sempre, fortunatamente, con addetti che hanno poco tatto e soprattutto poca pazienza e cortesia. Capisco, lavorare con questo caos è stressante e scoraggiante ma vi assicuro che una situazione del genere è scoraggiante anche per noi cittadini.

4th Marzo
2008
written by patti

È un anno o poco più che finalmente si è tornati a respirare all’interno dei locali pubblici. Ciò è stato possibile, grazie all’introduzione della legge sul divieto di fumo nei locali, i quali

si sono adeguati creando degli spazi interni o esterni adibiti esclusivamente ai fumatori.

L’impegno da parte dei gestori dunque c’è stato, ma l’impegno da parte dei clienti? beh, quello, in alcuni casi un po’ meno.

Il caso lampante? Sicuramente le discoteche! Certo, non tutte, ma in alcune di esse il problema fumo sembra non cessare! Nonostante l’impiego di alcune uscite di sicurezza a sala fumatori, con tanto di tendoni per ripararsi dalle intemperie, non c’è niente da fare: la maggior parte dei giovani preferisce consumare la sigarettuccia altrove. ed indovinate dove? nell’anticamera del bagno dove, il più delle volte per la mancanza di finestre, si trasforma in una nuvola di nicotina, il che comporta una situazione inevitabile: aria irrespirabile e vestiti impregnati di fumo!

Allora mi chiedo: dov’è il rispetto per chi non fuma? E, del rispetto della legge ,ne vogliamo parlare?

È possibile che nessuno della sicurezza non si sia mai accorto di questo, oppure non ha mai voluto accorgersene?? Quindi se, ancora non è chiaro, mi rivolgo a voi, cari gestori, nella speranza che possiate aprire gli occhi e prendere seri provvedimenti!

Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Siamo nel periodo pasquale e nella Tuscia sono di scena le famigerate “pizze di Pasqua”, dolce tradizionale, frutto, nei tempi passati della faticosa maratona pasquale delle donne di casa.

Un tempo, la settimana di passione iniziava con le famose pulizie pasquali, che prevedevano la pulizia a fondo di ogni angolo della casa e che si concludevano il Giovedì Santo, giorno in cui iniziava un’altra fatica: la preparazione delle Pizze di Pasqua, dalla procedura assai elaborata!!!

Il lavoro di queste, iniziava con l’impastare per ore ed ore quattro, sei, chilogrammi di farina con dozzine di uova ed altri ingredienti, poi seguiva la fase di lievitazione e l’appuntamento con la fornaia. Quando questa lievitazione ritardava tutta la famiglia entrava in agitazione, il tempo stringeva e allora si, che bisognava trovare subito un rimedio per accelerare questo processo! Le soluzioni possibili erano quelle di inserire sotto la madia i lumi ad olio, le pentole di acqua calda oppure gli scaletti con la brace. Questa procedura durava due giorni interi e come al solito chi ci rimetteva era la donna di casa, che, insonne, doveva sorvegliare sempre la regolarità del processo di lievitazione. All’indomani, solo al ritorno dal forno, la donna poteva tirare un sospiro di sollievo! Una volta santificate durante la benedizione pasquale, le pizze erano pronte per essere gustate nella tradizionale colazione del giorno di Pasqua insieme al lombetto, al capocollo, alle uova sode ed alla caratteristica coratella di abbacchio.

Per i ragazzi, con la stessa pasta della pizza, si preparavano dei dolci a forma di pupazzi, con l’aggiunta, per rispetto della trazione di un uovo al centro. Per le bambine si usava la borsetta con il manico, chiamata “scarsella”, per i maschietti invece, si usava un omino con l’uovo in pancia chiamato barcone. Questi dolci destinati ai bambini venivano conservati per essere consumati nella tradizionale scampagnata del “Lunedì di Pasquetta”, quando tutto il paese si raccoglieva in un grande prato dove bambini ed adulti si intrattenevano con giochi fanciulleschi. Le ragazze ed i ragazzi, approfittando della confusione e con la scusa di gustare i dolci si abbandonavano ad incontri e fughe maliziose…da qui, la nascita di molti detti a doppio senso tra cui:” andiamo a rompere la scarsella a Bagnaia”!

Attualmente, la scampagnata del lunedì di Pasqua ha assunto un carattere totalmente diverso, non ha più lo stesso significato di un tempo, così come tutti questi preparativi, tutte queste usanze che hanno perso quel tocco magico che rendeva la Pasqua una festa unica, occasione per stare tutti insieme con semplicità . Oggi, purtroppo, è diventata vittima del consumismo e del progresso tipico dei nostri tempi, che ci ha travolto e ci ha resi incapace di scoprire il senso genuino e profondo di questa festività.

Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Traffico, traffico e sempre traffico…

Fino a poco tempo fa, si diceva che Viterbo era una città tranquilla, con poco traffico, dove si poteva circolare con la propria macchina senza dover necessariamente perdere “il lume della ragione”.

Insomma niente a che vedere con il caos, le file chilometriche, i clacson che suonano ininterrottamente tipici delle grandi città.

Ho detto bene…fino a poco tempo fa, si, perché i tempi sono cambiati anche per Viterbo!

Giustamente volevamo tutti una città che si adeguasse agli stili di vita, ai ritmi frenetici delle metropoli, che migliorasse anche la qualità dei locali e delle diverse attività? Eccoci accontentati…o quasi..(beh, non lamentiamoci troppo)!!!

Nuovi negozi, nuovi locali? Buon per noi…ma il traffico? Naturalmente impazza a tutte le ore, mentre la pazienza di noi automobilisti diminuisce sempre di più!

Ormai è diventato impossibile percorrere via Garbini, la Tangenziale Ovest divenuti luoghi di centri commerciali per eccellenza.

Ingorghi, intasamenti, code, caos a più non posso e come, dunque, far fronte tempestivamente a questo problema? Ma naturalmente attraverso l’intervento della Polizia municipale, che, invece di regolare e gestire nel miglior modo possibile il traffico, crea ancora di più il casino, al punto che ci si trova incastrati per dieci, quindici minuti (quando va bene), senza una via di fuga.

Altra analoga situazione è il centro e la disperata ricerca di posti auto che puntualmente per la grande affluenza vengono a mancare e…a-ri-via con l’ingorgo che non finisce più!

A ben vedere, non è solo un problema di traffico: smog e dunque aria irrespirabile, rumori, impossibilità a camminare, che per chi ci abita o ci lavora è un inferno quotidiano.

Di fronte a tale questione, l’amministrazione comunale, o meglio l’assessore al traffico Zucchi ha proposto la “rivoluzione del traffico”. In che consiste? Dunque, varchi elettronici in centro, multe salatissime, maxi rotatorie ed “improvvisati” sensi unici come il recente apparso dal giorno alla notte presso la chiesa della Trinità, ed il prossimo in via Garbini fino all’incrocio con via Villanova. Praticamente, la fine del mondo per la viabilità cittadina, considerato, se pur per brevi tratti, il triplicarsi delle distanze !

Interventi drastici, qualcuno sostiene, necessari per snellire il traffico. Sarà?! E intanto le polemiche insorgono…

Cosa succederà?…staremo a vedere…

Patrizia Labellarte

4th Marzo
2008
written by patti

Stazioni ferroviarie viterbesi : il “Far West”

Vorrei lanciare un appello, affinché il Comune o chi di competenza possa, nel vero senso della parola “ripulire” e migliorare le due stazioni ferroviarie della nostra città: Porta Fiorentina e Porta Romana.

Fra le due, non si sa quale sia ridotta peggio!?

La stazione di Porta Fiorentina, rispetto all’altra, può ancora vantare di una entrata con sala d’aspetto (e che sala d’aspetto)!, e una biglietteria che, nonostante vada a rilento, per via del poco personale e di un unico sportello aperto, almeno funziona.

La stazione di Porta Romana, sembra invece, quella del “Far West”. L’entrata è segnalata da un foglio di carta attaccato sulla porta, oltretutto chiusa, di quella che dovrebbe essere la sala d’attesa e nel quale compare la scritta con una freccia : “ entrata in fondo, a destra”.

Per il resto: ufficio informazioni… inesistente, capostazione…inesistente, tabellone grafico con l’orario dei treni e relative partenze avvenute o arrivi…inesistente. E le macchinette per obliterare il biglietto?

Si ,quelle ci sono, ma il più delle volte non funzionano. E’ possibile che su tre, ne funziona quasi sempre solo una?…E per fortuna!!!

A questo stato di abbandono in cui si trovano, si aggiunge anche la presenza di giardinetti poco curati e una pulizia della stazione e dei bagni che lascia un po’ a desiderare. Insomma un ambiente accogliente “dalle mille e una notte”!

Solo i due bar presenti nelle due stazioni funzionano regolarmente e funzionano bene…almeno quelli!

In fondo basterebbe un minimo indispensabile e tutti saremo più contenti!

Patrizia Labellarte

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