Archive for Aprile, 2009

28th Aprile
2009
written by patti

Presso la Sala Conferenze Camera di Commercio di Viterbo, lunedì 27 aprile si è tenuto un convegno sul tema del Microcredito destinato alle donne immigrate e non,  con forme di svantaggio sociale. Organizzato in collaborazione con il Comitato per la promozione dell’Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Viterbo, il convegno si è aperto con i saluti del Presidente dell’Ente, Ferindo Palombella, il quale ha sottolineato come il tema del Microcredito sia anche una questione di responsabilità etica: “Tutti hanno diritto al credito”. “La nostra associazione – aggiunge – proprio per facilitare e migliorare l’accesso delle donne  nel mercato lavorativo ha elaborato mini guide sul lavoro autonomo, tradotte in 7 lingue; ha realizzato insieme alla Caritas studi sull’immigrazione ed ha infine , costituito con “Viterbo con Amore” un Osservatorio”. All’evento ha partecipato anche Vita Sozio, Presidente del Comitato per la promozione dell’Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Viterbo che ha presentato il protocollo di adesione al Microcredito Sociale: il “Progetto PODI” . Il Presidente della Fondazione Risorsa Donna, fondazione che si occupa di questo Progetto ha tenuto a precisare quali  sono le difficoltà  che le donne incontrano nell’intraprendere con successo un’attività: “La mancanza di un orientamento iniziale, il rapporto con le banche e la scarsa  comunicazione, trasparenza e fiducia in esse sono i motivi principali che scoraggiano la donna in questo nuovo percorso”. Della stessa opinione anche Andrea Nardone, Segretario Generale della Fondazione e coordinatore del Progetto PODI: “ L’obiettivo del nostro Ente è valorizzare il ruolo della donna nella società, attraverso attività di ricerca, formazione e microcredito. Creare uno Sportello Unico di consulenze ed orientamento, aiutare la donna a realizzare un Curriculum Vitae, ad affrontare la domanda e il colloquio di lavoro informandola sulla normativa vigente. Ed aggiunge - “Mettersi in proprio può rappresentare anche un percorso di affermazione sociale e nel realizzare ciò la donna deve avere tutte le informazioni e gli strumenti necessari che le conferiscano sicurezza. Ecco, dunque, l’esigenza di corsi di formazione gratuiti per educare le donne immigrate non comunitarie alla Microimpresa e giornate di orientamento al lavoro. La prima si terrà a Viterbo presso la sede Camerale il 7 maggio 2009”. Il convegno si è concluso con l’intervento di Daniela Bizzarri, Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo soddisfatta e fiduciosa del successo dell’imprenditoria femminile viterbese. “ Un successo questo – commenta  la Consigliera – dovuto alla presenza e al sostegno costante dell’Ente Camerale. Ed aggiunge: “ Bisogna puntare all’ascolto, alla disponibilità ed alla collaborazione attiva di tutte le istituzioni”.

26th Aprile
2009
written by patti

Facilitare l’accesso al lavoro delle donne, valorizzare i talenti femminili e conciliare il tempo del lavoro con il tempo di cura famigliare. Questi ed altri ancora i temi affrontati lo scorso giovedì 23 aprile, presso la Camera di Commercio di Viterbo in occasione del Convegno: “Donne in equilibrio tra vita e lavori”. Promossa dalla Consulta Femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio e dalla Regione Lazio, l’iniziativa ha coinvolto imprenditrici, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni che hanno raccontato e confrontato le loro esperienze. Il Presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA di Viterbo ,Vita Sozio ha aperto il dibattito soffermandosi sulle difficoltà per la donna ad approcciare al lavoro, difficoltà, peraltro dovute all’ottenimento di finanziamenti determinanti per avviare una propria attività, alla mancanza di formazione che possa arricchire il bagaglio delle conoscenze. Due gli strumenti di soccorso citati dal Presidente volti alla risoluzione di queste problematiche: il Trattato di Lisbona e la legge 215. “E’ indispensabile – conclude Vita Sozio - creare uno sportello per le donne più svantaggiate, facilitare l’accesso al microcredito, sensibilizzare sul tema della Conciliazione, creare uno sportello nelle istituzioni che possa informare sui progetti, sulle iniziative e infine aggiornare la Convenzione in corso se si vuole aiutare la donna a mettersi in gioco”. “Puntare all’ascolto del territorio, ed esaminare i motivi per cui oggi persista ancora un retaggio culturale ed economico restio a guidare i processi di cambiamento delle istituzioni e delle imprese al rilancio della competitività economica e a far crescere la cultura delle pari opportunità nella nostra regione”. Così è intervenuto il Vice-presidente della Consulta, Patrizia Germini, sottolineando ancora come il tema della Conciliazione intreccia più problematiche che coinvolgono sia le politiche sociali che quelle economiche. Incisive anche le parole della Coordinatrice Gruppo Imprenditoria, Serenella Ranucci: “ La Conciliazione non è un problema solo “femminile”. La piena partecipazione delle donne alla vita politica, sociale, economica, l’innalzamento del livello di occupazione femminile è condizione essenziale per lo sviluppo di un territorio nel suo complesso. Nel viterbese, ad esempio, il tasso di occupazione femminile è del 38%”. Sono intervenuti inoltre, proprio a rappresentanza della realtà locale: Daniela Bizzarri, Consigliera Provinciale di parità Provincia di Viterbo; Maria Antonietta Russo, Delegata del Sindaco alle pari opportunità – Comune di Viterbo e  Daniele Sabatini, Assessore Politiche Sociali Comune di Viterbo. Nella seconda parte dell’iniziativa si è tenuta una Tavola Rotonda durante la quale si sono susseguiti gli interventi di: Miranda Perinelli, Segretaria generale CGIL Viterbo; Rita Giorgi, UIL; Teresa Ricciardi, CISL, Daniela Marconi, Conf Nazionale dei coltivatori diretti; Sandra Berni, Legacoop;  Joelle Fontaine,  Confesercenti e infine Ombretta Pecugi, Confartigianato. Tutte le rappresentanti hanno manifestato la volontà di sostenere azioni trasversali utili a favorire l’occupazione femminile e la conciliazione a sostegno delle famiglie. In particolar modo Joelle Fontaine si è soffermata su un problema di cultura: “Ciò che manca è l’informazione, specie nelle istituzioni; la rapidità nelle procedure progettuali, nelle richieste di fondi e di servizi. Significativo alquanto, l’intervento del Presidente Giovani Imprenditori Viterbo, Ombretta Pecugi che invita invece le imprese a concedere maggiore flessibilità per non costringere le donne a scegliere tra vita privata e carriera ed aggiunge: “Guardiamo alle realtà di molte aziende europee, mettiamo in pratica le loro strategie rivolte alla riorganizzazione del lavoro e dei meccanismi produttivi, alla ristrutturazione dei tempi e degli orari”.

14th Aprile
2009
written by patti

“Dallo stato di salute dell’imprenditoria giovanile italiana alle potenzialità occupazionali dell’artigianato fino ai problemi di accesso al credito”.Questi ed altri ancora i temi affrontati in occasione dell’Assemblea nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato tenutasi dal 6 al 7 marzo al Convitto della Calza di Firenze.

“Sfidare la crisi”: è il grido di allarme con cui il Presidente Marco Colombo ha aperto una delle tre tavole rotonde organizzate nelle due giornate, palcoscenico di innumerevoli e importanti interventi tra i quali: il Ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta, il leader dell’UDC Pierferdinando Casini ed i massimi esponenti delle parti sociali, il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni e il Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini.

Nella prima Tavola rotonda “I giovani e la piccola impresa: una risorsa per il Paese”, Colombo ha così osservato:“Abbiamo bisogno di dare forza ad un sistema delle piccole imprese attraverso l’occupazione e contribuire alla sua crescita liberandolo da vincoli impropri. In primo luogo abbiamo bisogno di ridare valore sociale e dignità al ‘saper fare’. Anche per dare una risposta all’emergenza di manodopera’ nelle nostre imprese. Sono molte, infatti, le piccole imprese che non trovano personale, soprattutto specializzato. Nell’artigianato le opportunità di lavoro non mancano e sono proprio le micro e le piccole imprese ad aver creato nel 2008 più dell’80% dei nuovi posti di lavoro”. “Le imprese, ed in particolare i giovani imprenditori non vogliono privilegi o aiuti. Vogliamo solo poter lavorare, poter aver accesso al credito, poter essere liberi da quei lacci e lacciuoli che comprimono la nostra capacità competitiva, la nostra creatività, la libertà di fare impresa, la fierezza di sentirci artigiani. Perché libertà e fierezza sono per noi due valori importanti”- ha sostenuto senza esitazione - il Presidente Colombo.

Ironiche e pungenti, invece, le parole del Ministro Brunetta che è intervenuto cominciando con una “tiratina d’orecchie” agli artigiani: “La grande industria vale meno di voi, ma sa vendersi meglio, sa fare lobby, mentre voi non siete capaci. La grande industria ha un bel giornale, importante, il Sole 24 Ore. E voi, perché non lo avete fatto? Perché pensate troppo a lavorare. Lo dico con affetto”. Quindi l’esortazione: “fate lobby e lobby seria”.

Denuncie, ingiustizie e difficoltà dei giovani imprenditori nei rapporti con le banche sono state, invece, le tematiche discusse nella tavola rotonda “Il credito all’impresa: proposte per rilanciare l’economia”. Cinque storie di ordinario “credito” negato si sono susseguite come testimonianza della crisi che ha coinvolto il settore. L’impresa artigiana Vetreria Caporali con sede a Viterbo è intervenuta segnalando la forte sfiducia che le banche hanno nel concedere prestiti alle piccole imprese, il tutto, poi, a discapito di una produzione di qualità.

Nell’ultima tavola rotonda incentrata sul tema de “La crisi: occasione per le riforme”, Pierferdinando Casini auspica il rilancio delle piccole opere perché più vicine al territorio e quindi alle imprese, con riferimento alle grandi opere ed aggiunge: “Abbiamo la pratica dei ‘no’ che blocca tutto. Bisognerebbe dare al Governo il diritto di farle subito, tra un anno è troppo tardi”. Poi una proposta anche sul credito. “Le banche stanno chiudendo i rubinetti alle PMI: i controlli delle Prefetture non bastano, bisogna identificare formule di controlli più cogenti”.

Sulla crisi, Raffaele Bonanni, ha spiegato come le attuali difficoltà possano essere utilizzate per creare una nuova economia che recuperi i valori del lavoro, mettendo da parte i modelli di importazione americana fondati sulla “carta moneta che produce altra cartamoneta”. Spiega Bonanni: “I valori dell’artigianato e del lavoro sono stati messi al margine. Si sono fatti soldi senza lavorare e senza intelligenza. Sono stato il primo a dire al Governo di mettere a disposizione risorse per sostenere le piccole imprese. Ora che la soluzione per gli ammortizzatori sociali è stata trovata, bisogna trovarla anche per ridare energia al lavoro”. Poi un riconoscimento all’opera svolta da Confartigianato: “Sono grato a Confartigianato perché ha svolto un ruolo determinante per i nuovi assetti contrattuali, che sono alla base di una nuova economia”.

Ed ultimo intervento, alquanto significativo ed incisivo spetta al Presidente Guerrrini che dichiara: “La burocrazia costa alle piccole imprese dieci miliardi all’anno. Un macigno. E’ un momento favorevole per fare tutte quelle cose che fino a oggi non sono state fatte. Penso alla burocrazia, ma anche alla liberalizzazione dei mercati protetti, che sono ancora più intollerabili nell’attuale situazione di crisi. Lo Stato – rincara Guerrini – dovrebbe dare l’esempio, ma non lo fa. Guardiamo ai ritardi di pagamento della PA: neppure le banche si fidano della puntualità con cui gli enti pubblici pagano i fornitori, tanto è vero che fanno fatica a scontarci le loro fatture”.

Al termine delle due giornate si è tenuta una cena dove oltre alle autorità sopra citate hanno preso parte i 450 giovani imprenditori provenienti da tutta Italia.

Anche il Presidente Giovani Imprenditori di Viterbo, Ombretta Pecugi ha partecipato e sostenuto l’iniziativa di beneficenza che ha devoluto 8.000 euro all’Associazione Onlus “AMALA ITALIA”, per la realizzazione di una scuola in Africa.

Un’iniziativa, questa, che dimostra quanta è la voglia di questi giovani imprenditori di mettersi in gioco, di crescere non solo per migliorare il loro settore ma anche per garantirsi e garantire a chi è meno fortunato un futuro decoroso.

Patrizia Labellarte