Archive for Ottobre, 2009

30th Ottobre
2009
written by patti

Domenica scorsa su Canale 5 subito dopo il telegiornale delle 13 è andata in onda la trasmissione Domenica 5. La puntata è iniziata con uno spazio dedicato alle violenze sessuali, nello specifico il caso di Montalto. In trasmissione oltre ad ospiti e giornalisti dello spettacolo sono intervenuti la Consigliera di pari opportunità della Provincia di Viterbo, Daniela Bizzarri, i genitori dei ragazzi accusati del reato e alcuni abitanti del paese. A parte l’intervento della Bizzarri, alla quale va detto un Grazie per aver ricordato che si tratta di un argomento delicato da non sottovalutare né giustificare, diverso è stato quello di uno dei papà dei ragazzi coinvolti nella vicenda. “La ragazza è di facili costumi”- queste le parole che sono servite per giustificare la violenza. Sconcertante! Sono rimasta basita nell’ascoltare queste parole e ancora di più nel sentire che queste sono condivise dalla maggior parte delle persone che vivono a Montalto. “E’ una poco di buono, è normale che sia successo perché se l’è cercata” – ha commentato un signore. Ed un altro intervistato ha aggiunto: “ E’ stata una ragazzata”. Una ragazzata?! Oddio , mi va il sangue al cervello! Ma come si può con così tanta leggerezza affermare queste cose? Una ragazza vittima di abusi da parte di 6 coetanei e non, e cosa succede? Sindaco e paesani schierati in difesa di questi “bravi ragazzi”. Perché oggi, come del resto fino a ieri sono sempre stati definiti così. A mio avviso, Vergognoso! Vergognoso il comportamento di tutti, pietoso il rispetto e l’appoggio che viene riservato. Ma stiamo scherzando? Sveglia! Si sta parlando di una VIOLENZA. Un reato grave che va punito e non giustificato e ancor peggio taciuto. Cominciamo a domandarci perché accadono queste cose. Di chi è la colpa? Famiglia, scuola, amicizie e soprattutto tanta ignoranza. Testimonianza di ciò che dico è la frase di un intervistato:” I ragazzi hanno ammesso il fatto, hanno commesso un errore nel dirlo, dovevano tacere”. Inciviltà, ignoranza di chi nega l’evidenza, la gravità dell’accaduto. Mentalità ottusa, meschina che spaventa, difficile pensare che possa esistere. Eppure c’è, purtroppo e traspare, si manifesta attraverso il sostegno ad un atto ripugnante, alla violenza. Ed ancor più imbarazzante è il vanto, l’esaltazione e guai a chi mette in dubbio il comportamento di quelli che vengono osannati quasi come se fossero i protagonisti di un gesto eroico. Quanto è facile gettare fango su chi è più debole, su chi è più indifeso. “Se l’è cercata, giusto? Poteva restarsene al suo paese, invece di venire nel nostro” - tanto per riportare altri commenti. Il comportamento di una ragazza, di una donna, il suo modo di vestire o di atteggiarsi non è un presupposto valido per compiere un atto così spietato, disumano. E’ assurdo! Esiste una coscienza collettiva? Norme, valori condivisi che orientano i rapporti tra i membri di una società? La civiltà! No, siamo rimasti ai tempi dei barbari, o forse loro erano più rispettosi di noi? È raccapricciante la realtà che viviamo e che stiamo costruendo. E chissà quanto peggiorerà ancora se non ci fermiamo e non ci rendiamo conto di quanta superficialità e di quanto egoismo siamo fatti. Concludo citando un verso di quella che per me è stata ed è tutt’oggi, una grande donna e scrittrice: Oriana Fallaci.

“Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

18th Ottobre
2009
written by patti

Lo scorso venerdì 16 ottobre, presso la sala convegni di Villa Sofia a Viterbo, si è tenuta l’assemblea congressuale di Tuscia Vola per l’elezione del Presidente del Circolo Comunale. Paolo Caravello è stato eletto all’unanimità. I lavori dell’assemblea sono iniziati con l’esposizione del programma del movimento da parte del dott. Paolo Viglianti e del Prof. Paolo Guidi. Molteplici gli obiettivi citati, tra i quali: promozione e valorizzazione del territorio della Tuscia, maggior coesione tra le istituzioni ed i cittadini, sviluppo e sostegno con le proprie politiche generali dell’offerta turistica. Punti, peraltro ribaditi dal neo Presidente Caravello raggiunto telefonicamente in quanto immobilitato per motivi di salute. Grande entusiasmo e soddisfazione nelle parole del presidente, che ha evidenziato la crescita  in tempi brevi di questo movimento politico territoriale. “Autonomia del territorio”  è il motto che esprime l’azione politica perseguita dal partito. “Il movimento – spiega Caravello vuole essere propositivo e garante dello sviluppo dell’intera Tuscia e confida nel sostegno delle altre forze politiche per attuare concrete azioni di sviluppo per il territorio. Con questo, non si intende una contrapposizione ai partiti tradizionali ma bensì proporre un modo nuovo di fare politica rispondendo alle aspettative dei comuni cittadini”. “E’ tempo di risvegliare Viterbo, a prescindere dalle ideologie - aggiunge il presidente, si deve cambiare e creare i presupposti per rilanciare la nostra città. Abbiamo la fortuna di avere un patrimonio ricco di storia, cultura, bellezze e ricchezze naturali, che le altre realtà ci invidiano, ma alle quali non diamo la giusta importanza che meritano. La causa è da attribuire anche alle amministrazioni centrali. Una città, come la nostra ha bisogno di avvalersi di persone capaci ad esaltare i nostri tesori  e questo, è un altro aspetto che si propone il nostro “nuovo modo di fare politica”. Il turismo, le risorse ambientali, termali, balneari sono i settori fondamentali dell’economia viterbese che andranno ad accrescere con la futura realizzazione dell’aeroporto e dell’area portuale di Civitavecchia. Ma, a prescindere dall’aeroporto, motivo di orgoglio del nostro movimento, è la gestione del dopo aeroporto: i collegamenti ferroviari – stradali, l’occupazione, il turismo. Ci muoveremo affinché tutte le iniziative relative allo sviluppo ed all’occupazione vengano attivate e monitorate attraverso specifici progetti anche interistituzionali.”

11th Ottobre
2009
written by patti

Qualche settimana fa gironzolavo  per Viterbo. Era mattina, intorno alle 11, una bella giornata. Adoro Viterbo specie la mattina quando il sole illumina i monumenti e ne esalta le bellezze. Mi trovavo nei pressi del Sacrario quando un gruppo di turisti mi ha fermata chiedendomi di indicargli Piazza del Comune. Visto che mi stavo dirigendo anche io da quella parte mi sono offerta di accompagnarli. Dal primo “Scusa, posso chiederti un’informazione”?, avevo già intuito che era un gruppo di allegri e inconfondibili toscani, di passaggio a Viterbo perché una loro amica di Roma gli aveva suggerito di fermarsi, prima di giungere nella capitale, nel nostro “paesello” . Di fronte a questa affermazione mi è sorta subito una domanda: “Conoscevate già Viterbo? Sicuramente avrete sentito parlare di questa Città dei Papi, del Trasporto della Macchina di Santa Rosa”?  La risposta temuta è stata: “Beh non molto, sinceramente! Ci siamo fermati perché la nostra amica ci ha consigliato di visitare il centro storico, San Pellegrino”. Che sconforto! Mi son detta tra me e me! Durante il tragitto ho esternato più volte la mia delusione nell’avere conferma di qualcosa che in fondo un po’ mi aspettavo. Il turista mi ha più volte sottolineato come Viterbo a differenza di altre realtà fosse poco pubblicizzata e conosciuta. Io non ho fatto altro che assecondare la sua affermazione. Come dargli torto? Ha perfettamente ragione! Abbiamo tanto da offrire e far conoscere al di fuori ma facciamo veramente poco. Giunti a destinazione c’è stato uno scambio di “ringraziamenti” tra me e il gruppo. Io li ho ringraziarti perche è stato interessante ascoltare osservazioni e giudizi esterni per rendermi conto di quanto si potrebbe fare per migliorare. Loro mi hanno ringraziata per essermi improvvisata “una simpatica guida turistica”. Dopo questo incontro mi sono chiesta più volte cosa c’è che impedisce a Viterbo di mettersi in “vetrina” e credo di essere arrivata ad un’unica  conclusione: la mentalità chiusa. Abbiamo i paraocchi che ci impediscono di esaltare i nostri tesori unici. Liberiamoci di questa mentalità obsoleta, sinonimo di ignoranza e usciamo allo scoperto. Facciamo conoscere la nostra città, ovunque. Perché si conoscono altre manifestazioni religiose e non, delle altre province italiane, come i Ceri di Gubbio, il Palio di Siena e della Festa di Santa Rosa se ne conosce poco e niente? Ho notato che qualche passetto in avanti  in questi ultimi anni è stato fatto attraverso l’utilizzo di internet, dirette tv ma evidentemente, non basta! Servono più iniziative, più pubblicità, pacchetti turistici, soggiorni promozionali mirati al turista che non si limitino al solo territorio della provincia o della regione laziale ma che vengano diffuse in tutta Italia e all’estero. Viterbo non può e non deve più vivere all’ombra della Capitale o essere conosciuta per “sentito dire”. Basta!!! È ora di uscire dall’anonimato.

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